Se il Biologico viene dalla Cina

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Quando acquistiamo generi alimentari, la dicitura “biologico” ci dà la sicurezza di avere a che fare con un prodotto sano e genuino, ma cosa se questo biologico proviene dalla Cina? Beh, la prima reazione è quella di storcere il naso, dubbiosi, e non a torto. Infatti la Cina è uno dei Paesi più inquinati al mondo, con fitte coltri di smog che hanno fatto parlare di sé anche di recente.

Ma facciamo un passo indietro: i prodotti cinesi che vengono importati in Italia sono pomodoro, legumi secchi, ortaggi e cereali come il riso, mele, funghi, aglio, prodotti ittici surgelati come i gamberetti e cibi che appartengono alla tradizione cinese, come la salsa di soia. A questi si aggiungono alcuni ingredienti che vengono usati all’interno dell’industria alimentare, come i grassi vegetali. Si tratta di alimenti che, a prescindere dal fatto che siano biologici o meno, subiscono dei controlli, che hanno messo in evidenza la presenza, in alcuni alimenti, di residui di pesticidi, cosa che ha portato a richiedere ancora maggiori controlli.  Inoltre, c’è la questione dello sfruttamento dei lavoratori.

Quindi le questioni sono tre: una è etica e riguarda il trattamento dei lavoratori mentre le altre due, inquinamento e pesticidi, rientrano nell’ambito della salute e della nostra sicurezza; sapere che cosa mangiamo è essenziale. Per quanto riguarda il caso cinese, è noto che in Cina vengono utilizzati alcuni prodotti chimici agricoli che in Europa sono vietati e, anche quando non sono usati in certe coltivazioni, comunque restano presenti nel suolo e nell’acqua. E se poi la coltivazione da cui proviene la confezione di fagioli biologici cinesi sorge in una delle regioni industriali dove si concentra l’inquinamento che cosa effettivamente stiamo ingerendo?

Molto meglio quindi favorire i prodotti italiani, meglio ancora se dei contadini delle nostre zone, a quali si può anche fare visita: in questo modo non solo si favorisce il mercato locale, ma si è anche sicuri da dove proviene e che cosa contiene quello che si mangia.

(fonti: guidaconsumatore.com, medicinenon.it, epochtimes.it)

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