Cala l’aspettativa di Vita in Italia per la Prima Volta

Per la prima volta nella sua storia, l’Italia vede la sua aspettativa di vita calare: a rivelarlo sono i dati del rapporto “Osservasalute” dell’Università Cattolica. Le prime avvisaglie sono arrivate qualche mese fa, quando l’Istat ha rivelato che i morti nel 2015 sono stati 54 mila in più del 2014. Questo vuol dire che tra chi è nato nel 2014 e chi nel 2015 c’è una diversa aspettativa di vita: gli uomini sono passati da 80,3 a 80,1 anni, mentre le donne da 85 a 84,7. Una differenza minima, è vero, ma è comunque clamoroso, contando che, stando alle parole del coordinatore del rapporto Walter Ricciardi, l’unico Paese democratico che ha registrato un passo indietro del genere è la Danimarca 21 anni fa e poi la Russia post-comunista.

E pensare che alcuni anni fa l’Oms aveva eletto il nostro sistema sanitario come il secondo migliore al mondo; che cosa non funziona? Stando al rapporto, tra le cause bisogna considerare i tagli, per cui, in base ai dati dell’Istat, il 41% delle famiglie italiane rinuncia alle cure, causa ticket troppo cari e liste d’attesa infinite. Non solo: nel nostro Paese non si fa abbastanza prevenzione, con il solo 4,1% della spesa sanitaria destinata ad essa. Inoltre la spesa pro-capite per l’assistenza sanitaria è 1817 euro, una cifra che ci colloca agli ultimi posti in Europa e tra i Paesi avanzati.

Alessandro Solipaca, segretario scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla Salute nelle regioni italiane, afferma che:

Abbiamo un aumento di incidenza dei tumori prevenibili, soprattutto alla mammella e al polmone per le donne, al colon retto per gli uomini. Ma quello che più colpisce è il consolidamento delle diseguaglianza, con le regioni del Sud che a fronte di finanziamenti più bassi stanno peggio anche in termini di mortalità e speranza di vita.

Ma un po’ di colpa ce l’abbiamo anche noi, quando ci facciamo influenzare dalle leggende metropolitane sulle vaccinazioni che sono così sotto la soglia del 95% di copertura che raccomanda l’Oms. Inoltre, le persone in sovrappeso sono in aumento, anche se i consumi di sigarette e alcol sono in calo.

(fonti: lastampa.it, ansa.it/foto: web)

 

 

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