Carni Lavorate e Rischio Tumori: Nuove Prove

Carne lavorata e rischio tumori

Vi avevamo già parlato di come le carni lavorate, come salsicce, insaccati, wurstel e sughi in scatola, e anche quelle rosse siano tra quegli alimenti che aumentano il rischio di tumori ma è di questi giorni la notizia che sono state trovate nuove prove che confermano questa tesi. A ribadire i rischi per la salute è un rapporto fatto dall’American Institute for Cancer Research e World Cancer Research Fund, che ha ri-analizzato tutte le 89 ricerche precedenti, analizzando dati su 17,5 milioni di persone tra cui 77mila con cancro allo stomaco, cercando le possibili cause e i rischi per il tumore.

Questa ricerca ha messo in evidenza che chi mangia cibi conservati con il sale, assume tre porzioni di alcol e 50 grammi di carni lavorate al giorno ha più probabilità di avere un tumore allo stomaco. Anche chi è in sovrappeso è più soggetto a questo tipo di cancro. Gli autori dello studio dichiarano:

Abbiamo trovato anche segni che consumare carne e pesce grigliati possa contribuire al rischio, mentre il consumo di frutta, specie di agrumi, può prevenirlo. I consigli sono di seguire le raccomandazioni per la prevenzione dei tumori in generale. Limitare il consumo di alcol, massimo due drink al giorno per gli uomini e uno per le donne. Avere una dieta basata sulle verdure e la frutta, evitando la carne lavorata. Mantenere il peso in un range normale.

Se ricordate, lo scorso ottobre, l’Iarc, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, aveva inserito la carne lavorata tra gli alimenti cancerogeni e quella rossa tra quelli probabilmente cancerogeni, scatenando un putiferio che non si è ancora fermato. Infatti gli allevatori hanno presentato a Bruxelles una campagna a favore della carne, basate su porte aperte nelle aziende, dimostrazioni di cucina, dibattiti sui media e concorsi. Spiega Martin Merrild, presidente del Copa, l’associazione degli agricoltori europei:

I benefici nutrizionali del consumo di carni bovine, vitello, agnello, pollame, coniglio, ovine e suine e di uova sono chiari perché forniscono ai consumatori un eccellente apporto di proteine nella propria dieta. L’allevamento è inoltre cruciale per l’economia delle zone rurali in cui spesso non vi sono alternative occupazionali.

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