Da dove viene il grano con cui è fatta la nostra pasta?

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Tra tutti i prodotti culinari che rendono famoso il nostro Paese nel mondo, la pasta, insieme alla pizza, è senza dubbio il più rappresentativo. Che sia al pomodoro, al ragù, alla carbonara, all’amatriciana o con qualsiasi altro condimento, è un pilastro portante della nostra dieta. Ma da dove vengono il grano e la semola con cui è preparata la pasta che arriva sulle nostre tavole?

Facciamo una premessa: è stata fatta la proposta, da parte del governo italiano, di introdurre l’obbligo di indicare in etichetta l’origine sia della semola sia del grano duro da cui essa deriva. Attualmente il testo deve essere notificato alla Commissione europea, che poi lo sottoporrà agli altri stati membri. Nel caso tutto dovesse andare per il meglio, sulla confezione della pasta si dovrà quindi essere scritto:

  • il Paese di origine dell’ingrediente primario della pasta, ossia la semola, che di fatto coincide con il Paese di ultima trasformazione;
  • il Paese di provenienza dell’ingrediente primario della semola, vale a dire l’origine del grano duro. Ad esempio: “pasta italiana prodotta con semola italiana da grano canadese”.

Se l’origine della semola e la provenienza del grano sono le stesse, si potrà scrivere sull’etichetta “grano duro e semola 100%”, seguito dal nome del paese.

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Nella speranza che questa proposta venga accettata, al momento possiamo solo cercare di essere informati, ricordando che se leggiamo su una confezione made in Italy questo vuol dire che il prodotto è stato lavorato in Italia, non necessariamente con materie prime italiane. Inoltre, il grano italiano non è sufficiente al fabbisogno. A tal proposito, vi vogliamo proporre parte delle inchieste che il Fatto Alimentare ha dedicato al riguardo:

  • Barilla: l’azienda, pur utilizzando grano locale, anche per un motivo di convenienza economica, sostiene che circa il 20% del grano da lei utilizzato proviene dall’estero.
  • Divella: la pasta prodotta da questa azienda utilizza, per il 40-50% grano proveniente da Canada, America e Australia.
  • Garofalo: l’azienda non specifica da dove provenga il suo grano, ma insiste sul concetto di qualità.
  • Granoro: le semole impiegate per la pasta sono acquistate dai mulini italiani e sono ottenute da grani duri di qualità coltivati in Italia, Canada, Stati Uniti, Australia, Francia, Grecia e Spagna. Inoltre l’azienda ha stabilito un accordo di filiera, che ha come obiettivo quello di sostenere gli agricoltori pugliesi. Da qui è nata la prima pasta con grano al 100% pugliese.
  • La Molisana: questa azienda miscela diverse varietà di grano duro, in gran parte italiano e proveniente dal Molise e dalla Puglia, con ottima tenacità, e in parte estero (prevalentemente statunitense, canadese o australiano).

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Ma quindi quali sono le marche che utilizzano grano 100% italiano? Ecco la lista:

(fonti: ilgiornale.it/ilfattoalimentare.it/larepubblica.it)

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