Di Cosa è Fatto il Pane che si vende al Supermercato? [VIDEO]

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Vi siete mai chiesti da cosa è fatto e da dove viene il pane che è possibile acquistare nei supermercati? Si tratta di pane fresco oppure è pane congelato o un semilavorato fatto con materie prime che provengono dall’estero?

Ma partiamo dall’inizio e cerchiamo di capire che cosa è il pane, cioè un prodotto ricavato dalla cottura totale oppure parziale di una pasta lievitata, preparata con sfarinati di grano, acqua e lievito, con o senza sale. Fin qui è tutto chiaro, ma i problemi iniziano quando si inizia ad avere a che fare con la differenza tra pane fresco, congelato o semilavorato. Infatti nel 2007 era stato fatto un tentativo di legge, non andato a buon fine, che voleva mettere chiarezza su questa questione; un’ulteriore proposta di legge è stata fatta lo scorso anno e si spera possa avere un esito positivo.

Questa proposta innanzitutto vieta di usare la denominazione “pane fresco” per il pane che viene messo in vendita il giorno dopo quello in cui è stato finito il processo produttivo, per il pane precotto e per quello ottenuto dalla cottura di prodotti intermedi. Il pane surgelato deve essere indicato come tale e, oltre ad avere sulla confezione le indicazioni che riguardano prodotti del genere, deve essere venduto su scaffali distinti da quelli del pane fresco. Per quanto riguarda il pane cotto parzialmente e che quindi necessita di un’ulteriore cottura, deve essere contenuto in imballaggi pre-confezionati. Inoltre la proposta vieta di utilizzare diciture fuorvianti come “pane appena sfornato” o “pane di giornata”. Nel caso in cui non vengano rispettati questi obblighi, sono previste alcune sanzioni, che nei casi più gravi riguardano il ritiro di tutte le autorizzazioni amministrative.

E per i panifici? I panifici, nel caso in cui oltre a produrre pane fresco abbiano anche una certificazione da un ente accreditato, possono avere la denominazione di “forno di qualità”.

Ma c’è un’altra questione che riguarda il pane che viene venduto al supermercato, cioè la provenienza della farina con il quale è preparato. Spesso infatti le farine utilizzate, per motivi di risparmio economico, provengono dall’Est Europa e, prima di essere impiegate, restano anche per degli anni nei silos di contenimento, assorbendone anche i metalli come il ferro, che noi poi andiamo a mangiare e certo non fanno bene alla salute e anzi con il tempo possono aumentare i rischi di tumori. Purtroppo la presenza di metalli nella farine non riguarda solo il pane, ma anche altri prodotti da forno confezionati. Per quanto riguarda il pane, la questione si aggrava per il fatto che dall’Est Europa si importano anche i semilavorati preparati con le stesse farine.

Quindi che cosa si può fare? Il nostro consiglio è quello di avere un panettiere di fiducia oppure, meglio ancora, di provare a fare il pane in casa, seguendo magari questa ricetta e utilizzando una farina di grani antichi.

(fonti: la stampa.it, cibibiologici.it/foto: web)

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