Quando la Parmalat Compra il Latte Cinese e Non Quello Italiano

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La Parmalat in questi giorni sta facendo parlare di sé e non in termini positivi: è infatti di ieri la notizia che l’azienda, di proprietà della Lactalis, la multinazionale francese che possiede anche Latte Oro, cioè la Centrale del latte di Genova, ha deciso di non rinnovare il contratto con gli allevatori della cooperativa Val Polcevera e comprare il latte dalla Cina e dall’Europa dell’est. Una decisione che costringe i produttori liguri a buttare via 60 quintali di latte al giorno, perché la Parmalat non passa più a ritirarli.

Il Comune di Genova e la Regione Liguria si sono schierati a favore degli allevatori locali, ma purtroppo pare troppo tardi per sistemare la situazione con Lactalis e così i consumatori si stanno organizzando per difendere la produzione di latte ligure: sui social sono comparsi post dove si invita a boicottare i prodotti Parmalat e, per chi vive in Liguria, a comprare il latte dai distributori. Si spera così di limitare i danni causati da questa decisione che mette a rischio di chiusura ben 60 aziende.

Ma perché rinunciare alla qualità del latte italiano in favore di quello che arriva dall’estero? I motivi sono essenzialmente economici, perché la Parmalat, nel momento di rinnovare il contratto, ha deciso di offrire 25 centesimi al litro agli allevatori liguri, una cifra al di sotto dei costi di produzione che sono circa 36 centesimi al litro, a cui si aggiunge il fatto che le politiche europee hanno permesso di importare in Italia il latte dall’estero a prezzi davvero bassi.

Queste notizie non possono che rattristarci, perché la qualità dei prodotti della nostra Italia non può essere ignorato così.

(fonti: ilgiornale.it, nextquotidiano.it/foto: web)

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